Isabella Delle Monache presenta il libro "Il compagno" - Serradifalco
Carolina Germini e Mariano Doronzo

Sabato 19 settembre, alle ore 19, avremo il piacere di ospitare Isabella Delle Monache, attrice, sceneggiatrice, interprete e mediatrice linguistica.
In compagnia di Carolina Germini e con la partecipazione di Mariano Doronzo, presenteremo il suo romanzo d'esordio "Il compagno" edito da Serradifalco, già proposto al Premio Strega 80 da Lidia Ravera.
Di cosa parla il libro?
Elena e Diego, poco più che ventenni, si conoscono su un treno per Genova nel dicembre del 2016. Attraverso la cronaca dettagliata della loro storia d’amore, narrata dal punto di vista di lei, "Il compagno" porta avanti una continua riflessione sul potere di un incontro, sullo smarrimento di una generazione, sulla militanza politica, sull’amore, sul ricordo e sul peso che tutto ciò assume nelle nostre vite, in un'epoca dove ogni certezza è crollata e credere ancora in un ideale o in un sogno è forse già una rivoluzione. Isabelle Delle Monache è un'attrice, sceneggiatrice, interprete e mediatrice linguistica. "Il Compagno" è il suo romanzo di esordio.
La motivazione con cui Lidia Ravera lo ha proposto al Premio Strega:
«Come in un film di Éric Rohmer, Isabella coglie la grazia e la tragedia della vita sentimentale ed emotiva dei giovani e la racconta accumulando dettagli quotidiani, senza definire, spiegare o teorizzare, senza enfasi né altre pomposità da opera prima. È questo che mi ha conquistata, la capacità di chiamare dentro il lettore, la lettrice, fargli posto affidandosi a una semplicità che diventa stile. L’amore è una faccenda davvero complicata e proprio sullo sviluppo armonioso, struggente e affascinante di un tema così ampio e scivoloso si vede la qualità di Isabella: è una narratrice. La radice del contendere fra gli innamorati è sempre la stessa: a lei basta l’amore, a lui no. Diego infatti è sempre più assiduo nell’esercizio della militanza, anche se il suo impegno rassomiglia quasi più al volontariato che all’adesione ideologica ad un corpo di leggi e a un’interpretazione della storia. In ogni caso, questo è il sottotesto che corre fra le pagine del romanzo e che le rende interessanti: dove sta la felicità? È possibile essere felici nella simbiosi amorosa o occorre nutrire qualche altra passione? Con crescente stupore ho realizzato che mi stavo perfettamente identificando con una studentessa di vent’anni alla ricerca di un amore, che le riempia la vita o almeno che la aiuti a viverla. E, considerata la lunghezza della mia, e quello che penso dell’amore, è un risultato davvero notevole.»