Libro
Mer, 24 Giugno Giu 2026 2030 - 2300

Sigfrido Ranucci presenta il libro "Il ritorno della casta" - Bompiani

Cortile delle Scuderie Aldobrandini

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FRASCATI LIBRIS - Sigfrido Ranucci presenta il libro “Il ritorno della casta”

Il 24 giugno il Cortile delle Scuderie Aldobrandini ospiterà Sigfrido Ranucci, volto e autore di alcune delle più importanti inchieste televisive italiane, per la presentazione del suo libro “Il ritorno della casta”.

Un incontro dedicato ai temi dell’informazione, della trasparenza e del rapporto tra cittadini e potere, attraverso il racconto diretto di chi da anni porta alla luce fatti, storie e retroscena che aiutano a comprendere meglio la realtà che ci circonda.

Ore 20.30 – Degustazioni
Ore 21.00 – Incontro con l’autore
Cortile Scuderie Aldobrandini – Frascati
Ingresso libero

Un’occasione preziosa per ascoltare una delle voci più autorevoli del giornalismo italiano e confrontarsi sui temi che segnano il dibattito pubblico contemporaneo.

Vi aspettiamo per una serata di riflessione, dialogo e approfondimento.

Attraverso un’analisi lucida e documentata, Ranucci rivela tutte le ipocrisie e le falle del nuovo sistema mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato. E come sempre si chiede: alla fine chi paga il conto?

«Oggi più che mai tocca a noi scegliere.»

C'è un filo nero che attraversa cinquant'anni di storia italiana. Un filo che lega i santuari della P2 alle stanze del potere contemporaneo, passando per i decreti d'emergenza dei governi Berlusconi e le timide rese della sinistra. È il filo della restaurazione della casta. In questo libro il giornalista d'inchiesta italiano scoperchia il vaso di Pandora della riforma costituzionale della magistratura. Non è una riforma: è una capitolazione. È un regolamento di conti tra la casta e la magistratura. È l'approdo di un piano eversivo nato in maniera sotterranea dopo tangentopoli, agli albori della seconda Repubblica, che oggi sta assumendo forme sempre più minacciose in Italia ma va inscritto anche nell'inquietante disegno di un nuovo ordine mondiale. Attraverso un'analisi che allinea sotto i nostri occhi vicende solo apparentemente lontane tra loro, Ranucci rivela le ipocrisie e le falle dell'ultimo assalto mirato a mortificare uno dei tre poteri dello Stato. Quello in nome del quale ventotto magistrati hanno perso la vita nell'esercizio delle loro funzioni, quello che ha fatto luce sui fatti più oscuri della nostra storia repubblicana, quello che tutti sono pronti a criticare per le sue lentezze ma di cui nessuno ricorda il lavoro quotidiano di presidio della legalità e della verità proprio in un'epoca in cui questi valori sembrano più che mai in discussione. Infine, come sempre, Ranucci si chiede: chi paga il conto? Nonostante la propaganda prometta processi più veloci, la realtà delineata dalla riforma è quella di un aumento dei costi, del rischio di una paralisi burocratica, di una giustizia a due velocità: un'autostrada garantista per la casta dei colletti bianchi, un vicolo cieco per i più deboli, noi cittadini comuni. Perché l'indipendenza dei giudici non è un privilegio di chi indossa la toga, ma lo scudo che impedisce al potere politico di farsi legge, garantendo che nessuno sia “più uguale degli altri” davanti ai tribunali.