Tamara Lunger presenta e firma le copie del libro "Una donna che cammina con il vento. Io e Tùje tre mesi a piedi nella steppa mongola" - Rizzoli

Dopo aver scalato alcune delle montagne più alte del mondo, Tamara Lunger sceglie un’avventura diversa: camminare per duemila chilometri con un cammello, seguendo il vento da ovest verso est. Un racconto potente, che parla di silenzio, di natura selvaggia, di cadute e rinascite. E di una donna che ha deciso di camminare verso sé stessa.
Dopo il tentativo invernale al K2, segnato dalla tragedia e dalla perdita di un uomo che ha amato, Tamara Lunger torna a casa cambiata. La paura di morire, gli attacchi di panico e la sensazione di non riconoscersi più nell’identità di “alpinista d’alta quota” la costringono a fermarsi. Per la prima volta, non sa più quale sia la sua vetta. Per ritrovarsi sceglie una direzione radicalmente diversa: attraversare a piedi la Mongolia occidentale per duemila chilometri, con un cammello di nome Tùje come compagno di viaggio. Tre mesi nella steppa, seguendo il vento, imparando a gestire un animale imprevedibile e a confrontarsi con la solitudine, l’imprevisto, la fatica. E il suo mondo interiore. La steppa mongola è uno spazio immenso e primordiale, dove il tempo si dilata e il silenzio diventa assordante. Tamara attraversa paesaggi di una bellezza feroce: laghi turchesi, distese aride, fiumi da guadare, venti che non danno tregua. Incontra nomadi, famiglie che vivono nelle ger, cacciatori di aquile, bambini curiosi, uomini diffidenti. Osserva uno stile di vita essenziale, sostenibile, radicato nella natura, e mette in discussione il modello occidentale fatto di fretta, produttività e stress. Il viaggio diventa così uno specchio delle sue fragilità: la paura di non essere abbastanza, il bisogno di libertà, il desiderio di cambiare senza tradire ciò che è stata; sullo sfondo, la solitudine che amplifica tutto. Eppure, passo dopo passo, qualcosa cambia. Tamara impara a rallentare, a fidarsi dell’istinto, ad accettare l’imprevisto. Scopre che non deve dimostrare nulla a nessuno. Che il coraggio non è solo salire una vetta, ma anche restare quando si ha paura. Che si può essere forti e fragili nello stesso momento. Una donna che cammina con il vento è molto più del racconto di una spedizione estrema: è il diario di una rinascita, in cui la natura diventa maestra e il vento, invece di essere un ostacolo, diventa una direzione. Un memoir di viaggio, certo, ma soprattutto un libro sul coraggio di cambiare, sulla possibilità di ricominciare e sulla scelta – radicale e potente – di vivere secondo la propria verità.
TAMARA LUNGER (Bolzano 1986), una delle alpiniste più forti al mondo, fin da piccola ha praticato diversi sport: slittino, orienteering, atletica leggera, traversata delle Alpi di corsa (ha vinto la Transalpine Run nel 2014, è stata due volte vicecampionessa italiana di lancio del disco e nel 2008 campionessa mondiale in scialpinismo sulla lunga distanza). Passando all’alpinismo, nel 2014 è stata la seconda donna italiana a raggiungere la vetta del K2, senza ossigeno né portatori d’alta quota. Poi, con Simone Moro, ha partecipato a diverse spedizioni, in particolare all’invernale 2016 sul Nanga Parbat, e conquistato varie cime. Per Rizzoli ha pubblicato Io, gli ottomila e la felicità (2017) e Il richiamo del K2 (2021).