Ugo Mancini presenta il libro "Gobetti e Matteotti tra sintonie e premonizione" - Infinito Edizioni
L'autore dialoga con Alberto Aghemo, Presidente della Fondazione Giacomo Matteotti e lo storico e critico musicale Alessandro Portelli

Gobetti e Matteotti: Sintonie e Prospettive
Il testo esplora il profondo legame intellettuale e politico tra Piero Gobetti e Giacomo Matteotti, analizzando in particolare i due celebri saggi che Gobetti dedicò al leader socialista subito dopo il suo assassinio nel giugno 1924. Mentre il centenario del 2024 si è concentrato sulla figura di Matteotti come vittima del fascismo, l'imminente centenario della morte di Gobetti (2026) offre l'opportunità di riflettere sull'originalità del suo pensiero e sulla sua intransigente opposizione antropologica al regime.
Il contesto politico del 1924
L'anno si aprì in un clima di incertezza, con Mussolini impegnato a consolidare il potere personale attraverso la Legge Acerbo. Questa norma elettorale era studiata per garantire ai fascisti i due terzi dei seggi, favorendo la "Lista Nazionale" che accoglieva anche esponenti liberali e conservatori, mossi da eccessiva fiducia in sé o dal timore del bolscevismo.
La repressione della libertà di stampa
Il regime mise in atto una sistematica strategia di soffocamento del dissenso:
Misure legislative: L'approvazione (e successiva sospensione tattica) di decreti che conferivano ai prefetti poteri discrezionali contro i giornali "sobillatori".
Pressioni associative: Il tentativo fallito di imporre il nazionalista Enrico Corradini alla guida della Federazione della Stampa
Violenza squadrista: Aggressioni mirate contro figure libere come Giovanni Amendola, il senatore Alberto Bergamini e il giornalista Alberto Giannini, spesso per mano di sicari come Amerigo Dumini.
La "Linea di Resistenza"
Gobetti, nonostante la giovane età e le continue persecuzioni (arresti e sequestri ordinati direttamente da Mussolini), divenne protagonista di una battaglia civile solitaria. Egli individuò in figure come Salvemini, Matteotti e Amendola una linea di resistenza morale e serietà, rappresentando un'alternativa netta a un fascismo che mirava a eliminare ogni possibile antagonismo democratico