Libro
Gio, 21 Maggio Mag 2026 1800

Simonetta Tassinari presenta il libro "L'ultima estate in paese" - Corbaccio

Copertina Estate

In un piccolo paese di montagna del Molise, il Forte delle Orchidee, dove i turisti non arrivano mai e le estati sembrano trascorrere sempre uguali, nell’estate del 1975 compare all’improvviso uno straniero. Si chiama Pierre Duchamp. È belga, almeno così dice. È giovane, alto, biondo, bello, e attraversa le strade del paese in sella a una potente Kawasaki, attirando sguardi,curiosità e diffidenze. Di professione fa l’architetto paesaggista, parla poco, osserva molto, e fin dal primo momento dà l’impressione di essere arrivato al Forte delle Orchidee per cercare qualcosa o qualcuno. Pianta la sua tenda ai margini del parco pubblico e porta con sé soltanto poche cose: uno zaino, un vecchio manuale di puericultura e una copertina da neonato, infeltrita dal tempo, metà rosa e metà azzurra. A consegnargliela, anni prima, è stata Suor Thérèse, la religiosa che lo ha cresciuto nell’orfanotrofio di Liegi dove Pierre ha trascorso l’infanzia senza sapere nulla delle proprie origini. La gente del paese si mostra cordiale, ma sfuggente. Qualcuno, guardandolo, ha la sensazione di averlo già visto, benché Pierre non abbia mai messo piede lì. Eppure nessuno parla e nessuno sembra disposto a raccontare ciò che sa davvero. Gli unici a dargli confidenza sono cinque ragazzi appena usciti dalla Maturità, guidati dalla diciottenne Rory, inquieta, intelligente e incapace di accettare i silenzi degli adulti. Saranno loro ad accompagnare Pierre in una ricerca che, poco alla volta, farà riaffiorare una vicenda rimasta sepolta per quasi trent’anni. Tutto riconduce a una notte gelida del febbraio 1946, in un’Italia ancora devastata dalla guerra. Una corriera malandata, partita dalla Sicilia e diretta alle miniere del Belgio con decine di emigranti a bordo, si ferma nella piazza del paese. Tra i passeggeri ci sono due sconosciuti: un uomo e una donna siciliani, poverissimi, stremati dal viaggio. La donna è incinta e il travaglio è ormai iniziato; l’autista, impaziente di ripartire, si rifiuta di proseguire con lei a bordo. I due scendono nella neve in cerca di aiuto. Dopo quella notte, però, dei siciliani si perdono le tracce. La loro comparsa al Forte delle Orchidee lascia dietro di sé una verità sconvolgente, custodita per anni da una misteriosa alleanza tutta al femminile: una catena di bugie, omissioni, paure e gesti d’amore disperati che finirà per travolgere ogni certezza. Perché Pierre Duchamp non si chiama davvero Pierre Duchamp. Non è belga. E forse non ha neppure l’età che ha sempre creduto di avere. Tra segreti di famiglia, fughe all’alba, maternità negate, colpe mai confessate e tentativi maldestri di riparare agli errori del passato, “L’ultima estate in paese” intreccia mistero, memoria e formazione in una storia capace di essere insieme ironica, tenera, commovente e profondamente umana. Sul fondo scorrono le atmosfere indimenticabili degli anni Settanta, con la loro libertà piena di promesse, ma anche l’Italia povera e ferita dell’immediato dopoguerra, quella dell’emigrazione, delle partenze senza ritorno, delle famiglie spezzate dalla necessità. E intorno a tutto, quasi fosse un personaggio silenzioso del romanzo, il Molise: montano, arcaico, verdissimo, pieno di vento, di assenze e di memorie, una terra poco raccontata e proprio per questo ancora capace di meraviglia.