Jean-Baptiste Andrea presenta il libro: "Cento milioni di anni e un giorno", La nave di Teseo
Dialoga con Marina Valensise

C’è un momento, nella vita di alcuni uomini, in cui un sogno smette di essere un’idea lontana e diventa una necessità. Per Stan, paleontologo arrivato quasi alla fine di una carriera mai davvero decollata, quel momento arriva nell’estate del 1954, tra le Alpi occidentali. In un villaggio di confine tra Francia e Italia richiama Umberto, amico di sempre ed ex assistente, per un progetto che ha il sapore dell’ossessione: trovare un fossile antico, nascosto da milioni di anni nel ghiaccio. Non è solo una scoperta scientifica quella che Stan insegue. È il desiderio di riscatto, la fame di riconoscimento mai ottenuto, la speranza di dimostrare, a se stesso prima ancora che ai genitori, di essere riuscito a lasciare un segno. Poco importa se le tracce sono incerte, se nessuno sa davvero quale creatura si celi sotto il ghiacciaio. Per Stan, lassù, qualcosa aspetta di essere riportato alla luce. A loro si uniscono Peter, giovane assistente pieno di entusiasmo, e Giò, guida silenziosa che conosce la montagna come una seconda pelle. La spedizione diventa presto una prova estrema: il freddo, l’altitudine e la solitudine mettono a nudo fragilità, paure e tensioni, spingendo i rapporti umani fino al limite. “Cento milioni di anni e un giorno” è un romanzo potente che ci ricorda come le storie e i sogni che portiamo dentro siano bussole capaci di guidarci anche quando il sentiero svanisce sotto la tormenta.