Marco Alloni presenta il libro: "Io sono Israele, viaggio al termine dell'umano" - Compagnia Editoriale Aliberti
Moderano e conversano con l'autore, Eugenio Schiavo e Salvatore Ritrovato.

Ingresso libero, primo piano libreria.
Un santo si aggira per le strade d'Egitto. Non è portatore di nessun messaggio religioso, ma si rende conto che il mondo è sull'orlo dell'Apocalisse. Dopo lunghi anni di silenzio, mille viaggi e altrettante letture, decide così di portare la propria parola: se l'uomo non si libera dell'Io, sarà destinato all'ecatombe. Una tragedia che a pochi chilometri da dove lui predica, sulle sponde del Mar Rosso, ha già cominciato a manifestarsi: Israele, ultimo avamposto dell'Occidente in Medio Oriente, sta portando allo sterminio l'intero popolo palestinese. È la fine della storia, la morte della civiltà, il tracollo dello spirito di fratellanza. Ma soprattutto è il capolinea di ogni possibile umanità. E contro questo degrado non rimane che un ultimo appello: uscire dalle logiche del suprematismo e da ogni pretesa elezione. «Il mondo, l'Occidente che l'ha guidato per secoli, è un mondo che si è sempre preteso eletto, che ha sempre decretato se stesso eletto sopra gli altri. E non c'è cosa che ripugni a Dio quanto essere Dio degli uni e non degli altri. E non c'è cosa che ripugni allo spirito quanto non avere casa e dimora in ciascuno».
Marco Alloni vive in Egitto da trent’anni. Tra i suoi libri ricordiamo: La luna nella Senna, Shaitan, Egitto o morte, Ho vissuto la rivoluzione, Antonin Artaud. L’uomo che pensò l’impensabile, Comportati come se fossi felice(con Claudio Magris), Leggere il Corano nel deserto (con Khaled Fouad Allam), Il viandante della filosofia(con Umberto Galimberti), La vita è imperfetta (con Antonio Tabucchi), I cantastorie di Marrakech, Se questo è un ebreo (con Amos Luzzatto), Il cattivo infinito. Capire Isis, Il quaderno di Kavafis, Come saremo dopo, Il libraio di Addis Abeba.