"Raccontare Gaza: storie di speranza e resistenza" con Alae Al Said e Giorgio Scaramuzzino

Giorgio Scaramuzzino e Alae Al Said presentano i loro romanzi ambientati in Palestina. Tra le pagine di "Nasi rossi" e "Il ragazzo con la kefiah arancione", scopriamo storie di amicizia, coraggio e speranza che attraversano generazioni e occupazione, ricordandoci l'umanità oltre il conflitto.
Ingresso libero
Il ragazzo con la kefiah arancione è una storia di amicizia, tradimento, resistenza, perdono, in una terra martoriata: le vicende private dei protagonisti si intrecciano alle vicende di un popolo che nella capacità di resistere ha mostrato la sua forza, rivendicando tenacemente il diritto alla propria terra.
«Eppure, presto avrebbe capito che la vita va avanti perché è più forte della Storia. La vita si adatta alla Storia come i corsi d'acqua si adattano ai diversi ambienti che devono percorrere. È un fiume che, non importa dove e come, deve scorrere.»
Al Khalil, Cisgiordania, anni Novanta. Loai Qasrawi parla con un giornalista americano venuto per ascoltare la storia della sua fabbrica di kefiah, quando una domanda imprevista fa riemergere il ricordo di una kefiah arancione. 1961. Loai è un ragazzino dai capelli rossi. Piccolo, timido, studioso e con quei capelli fiammeggianti, è la vittima perfetta per i bulli della scuola. Il sostegno familiare non può bastare: il padre, indaffarato nell'azienda di famiglia, è distante; la madre e il fratello vorrebbero aiutarlo, ma non sanno come... L'incontro con Ahmad, ragazzo povero ma forte e sicuro di sé, gli offre una via di fuga e un modo per accettarsi: insieme condividono sogni di riscatto, è la nascita di un'amicizia. 1967, giugno. Una breve illusione, e la discesa in un incubo. È la guerra dei Sei giorni, l'occupazione. La prepotenza e la violenza che si abbattono su Loai e sull'intero suo popolo paiono una versione parossistica e mostruosa del bullismo subito un tempo. Loai ha di nuovo Ahmad al suo fianco, ma la lezione di resistenza ha ora connotati ben più tragici.
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"Nasi rossi. La pace può iniziare da un sorriso" - Un libro in onore della pace e di tutti i piccoli gesti coraggiosi che lasciano un sorriso e portano speranza
«A Sana piace costruire aquiloni che volano davvero. Sale sulla terrazza di casa sua, aspetta il vento giusto ed ecco che il suo aquilone prende il volo. Nei cieli di Gaza volano tanti aquiloni, quando non c’è la guerra, naturalmente. Sana sogna di andare dall’altra parte e sogna
un mondo di pace, perché Sana sa cosa vuol dire stare in mezzo alla guerra e alla paura».
Sana ha dieci anni e vive sulla Striscia di Gaza. Alle pagine del suo diario affida i suoi sogni più grandi: andare a scuola come gli altri bambini, giocare in un cortile senza macerie e abitare in un mondo diverso, privo di paura. Un mondo ‘dalla brillantezza radiante', proprio come il significato del suo nome. Un giorno però accade un evento inaspettato e il destino di Sana si intreccia con quello di Peter, un clown che arriva da lontano e le regala un naso rosso. Indossandolo per la prima volta Sana scopre che in quella piccola maschera c'è qualcosa di potente, che esiste una forza segreta anche nell'amicizia, nella felicità e nella speranza. Che in mezzo alle difficoltà più grandi un gesto insignificante può diventare un messaggio di libertà, che un sogno vale tanto quanto una rivoluzione. Ma basta davvero un naso rosso per portare la pace? Sana non lo sa, ma crede che basti per trasformare la paura in coraggio. E forse, dopo aver letto la sua storia, ci crederai anche tu. Un libro che non nasconde le difficoltà della realtà ma che sa parlare di speranza e della forza straordinaria dell'infanzia, che accende la luce anche in quei luoghi in cui tutto sembra oscurità. In onore dell'empatia, della pace e del potere salvifico dell'immaginazione.
