Libro
Mar, 30 Gennaio Gen 2024 1800 - 1930

Gianni Antonio Palumbo presenta la sua nuova silloge: "Il tempo della carestia" - Tabula Fati

Ingresso Libero.

Dialoga con l'autore: Giulia Notarangelo (Poetessa) - Letture a cura di Alfredo Vasco e Nicola Accettura.

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Martedì 30 Gennaio alle ore 18 Gianni Antonio Palumbo presenta in anteprima a Bari la sua silloge intitolata "Il tempo della carestia" ed. Tabula Fati per la rassegna "Arte e cultura oltre i confini" patrocinata dal Comune di Bari.

Il tempo della carestia è l’epoca della disumanizzazione, in cui i figli divorano “i visceri dei padri / per sopravvivere il tempo / di un istante”. La sua icona è il Controsamaritano, l’italiano ignavo negli anni del fascismo e quello che oggi resta indifferente al cospetto del “naufragio degli umili”. La silloge, in nove movimenti, si apre col poemetto Cantico del Controsamaritano e si chiude con l’Asfalto e la grazia, esplorazione di zone degradate della cittadina molfettese, in cui fiorisce il demone meridiano del sesso, della droga e della violenza. Nel mezzo, le Variazioni di Selene muovono dalla gioiosa figura ariostesca di Astolfo per virare verso la sconsolata constatazione dell’oscura natura dell’uomo (Alla notte).
Un riflusso nel privato è segnato dalla sezione Non alla luna, non al vento di marzo e dall’esplorazione dei Luoghi cari all’autore. In Lari e miti si distingue la presenza del Diavolo che trasporta i morti, della figura di Achille e del mitico cantore Orfeo. La sezione Familiares è consacrata agli affetti, dalla famiglia alle amicizie; dai Canti spirituali emerge una religiosità inquieta, tra slanci di misticismo e momenti di dubbio. I Trionfi sono un omaggio postmoderno a Petrarca: l’esperienza della Morte è assunta nella dimensione collettiva del terremoto di Amatrice, il canto della fama è visto dalla prospettiva di poeti respinti nel limbo dall’industria “culturale”.