Libro
Sab, 6 Novembre Nov 2021 1830

Attilio

EVENTO ANNULLATO

LIBRERIA MONDADORI POINT - PALERMO, VIA MARIANO STABILE 233 - SOTTO I PORTICI

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Per "Libri sotto i portici" Attilio Alberoni e Peppino Ragonese si "incontrano" per un evento esclusivo, nel quale si confronteranno moderati da Lino Buscemi.
SABATO 6 NOVEMBRE ORE 18:30

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1937 Opere Pubbliche in Sicilia

In queste pagine si è raccontata la cronaca, tratta rigorosamente dai giornali dell’epoca (Giornale di Sicilia, L’Ora, L’Illustrazione Italiana ed altri) di quei frenetici ed intensi giorni, dal 10 al 20 agosto 1937; la cadenza narrativa, le parole e le frasi, spesso riportate integralmente, e l’atmosfera di qui giorni immergono, volutamente, il lettore nella stessa atmosfera che vissero allora gli italiani e i siciliani in particolare. Tutto ciò è stato voluto, deliberatamente, proprio per dare a chi legge, e non ne ha memoria, la stessa sensazione emotiva, che a tratti rasentava il ridicolo, quasi che si stesse rivedendo un cinegiornale dell’epoca dando, nel contempo, una serie di informazioni storiche non distorte ma letterali, necessarie per una obbiettiva valutazione personale. La speranza che personalmente nutro, è che la Storia con le sue vestigia buone o cattive che siano, possa essere d’insegnamento e monito al fine di non ripercorrere errori già commessi, al contrario, proprio per le tracce ben documentate e palesi esistenti, bisogna trarne un motivo di incentivazione per migliorare i destini futuri di questa terra.

«Volendo servire la città di acque fresche e pure». L’approvvigionamento idrico nella città di Palermo dalla sorgente del Gabriele alla sorgente di Scillato (IX-XXI secolo).

L’acqua e l’evolversi nei secoli del suo status giuridico fanno da sfondo alla ricostruzione storica dell’acquedotto di Palermo, opera di alta ingegneria realizzata alla fine dell’Ottocento che si integrò con le antiche infrastrutture che alimentavano la città già dal X secolo, prime fra tutte quelle collegate alle sorgenti del Gabriele, e incrementò la sua portata sfruttando le acque di Scillato alle falde delle Madonie.
La vicenda qui ricostruita è tuttavia molto più di una faccenda di ingegneria idraulica, ma diviene lo spunto per ripercorrere l’intera storia della città di Palermo, soffermandosi in particolar modo sul periodo che va dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra. In queste pagine si ricostruiscono la cronaca di quegli anni, le vicissitudini politiche e sociali, il problema del colera che affliggeva l’Italia intera, i progressi scientifici, gli appelli spesso vani di medici e igienisti che chiedevano insistentemente maggiori controlli sulle acque, la feroce diffidenza nei confronti dell’impresa piemontese che ne ottenne l’appalto e che, a dispetto di ogni previsione, in tre anni, riuscì a superare ogni difficoltà dotando finalmente la città di «acque fresche e pure».