Libro
Mar, 8 Settembre Set 2020 1830 - 2000

Viola Di Grado presenta "Fuoco al Cielo"

Dialoga con l'autrice la professoressa Lucy Compagnino

Kurabu Stazione, Piazza Roma, Scordia (CT)

Di Grado Fuoco Al Cielo

Il libro:

Tamara e Vladimir vivono a Musljumovo, remoto villaggio al confine con la Siberia, tra caseggiati in rovina e fabbriche abbandonate. Vivono in un’area geografica per decenni assente dalle mappe: quella della “città segreta”, luogo sinistro da cui era vietato uscire e comunicare con l’esterno, responsabile negli anni ’50 e ’60 di ben tre catastrofi nucleari. Vladimir, infermiere di buona famiglia, è arrivato da Mosca, scegliendo di prendersi cura di chi non ha niente, delle persone dimenticate dal mondo. Tamara, insegnante, è invece nata e cresciuta nel villaggio, e abituata a pensare che ogni cosa sia destinata a contaminarsi e guastarsi velocemente. Incontrandosi, i due vengono sorpresi da una passione totalizzante che si appropria di ogni pensiero, e accende un bagliore salvifico persino lì, nel luogo più radioattivo del pianeta, in mezzo ai resti di una natura satura di veleno. Questo sentimento così tenace, che sembra schermarli dalle insidie del reale, li rafforza e li divora al tempo stesso, finché un evento prodigioso arriverà a sconvolgere le loro vite e le loro certezze.
Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, Fuoco al cielo racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all’interno di ogni amore assoluto: perché la “città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondono e può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo.

L'Autrice:

Viola Di Grado nasce nel 1987. Si laurea in filosofie dell'Asia Orientale alla University of London. Il suo romanzo d'esordio "Settanta acrilico trenta lana" (Edizioni e/o, 2011), scritto a 22 anni, vince il Premio Campiello Opera Prima per “l'invenzione linguistica spinta fino alla visionarietà”. Vince il Premio Rapallo Carige Opera Prima ed è tra i dodici finalisti del Premio Strega. Viene tradotto in dieci paesi.

Nel 2012 è tra i 10 romanzi più venduti negli Stati Uniti secondo la classifica del Marin Independent Journal.Nel 2013 Di Grado pubblica il suo secondo romanzo, "Cuore cavo" (Edizioni e/o, 2013), vince la Civitella Ranieri Fellowship per lavorare al suo terzo ed è tra gli autori prescelti per l'apertura del Vancouver Writers Fest. Nello stesso anno esce "Il Superuovo" (Feltrinelli - Zoom, 2013) e Di Grado è inclusa tra “gli scrittori più rappresentativi degli ultimi decenni” negli “esempi d'autore” del Dizionario Garzanti 2013.

Nel 2014 "Settanta acrilico trenta lana" è selezionato tra i finalisti dell'International IMPAC Dublin Literary Award.

Nel 2016 "Cuore cavo" è tra i cinque finalisti del PEN Literary Award.

​Nello stesso anno, in seguito all'acquisizione di RCS Libri da parte di Mondadori, Di Grado decide di rompere il contratto appena firmato con Bompiani e seguire Elisabetta Sgarbi ed Umberto Eco nel loro nuovo marchio editoriale, "La nave di Teseo", creato per contrastare il monopolio editoriale senza precedenti che si era venuto a creare e sostenere la libertà e pluralità della letteratura.

​Ad aprile 2016 esce "Bambini di ferro" (La Nave di Teseo, 2016), un romanzo distopico ambientato in un Giappone del prossimo futuro, in "un mondo in cui il gesto d’affetto non è più spontaneo, deve essere ricreato artificialmente. Un mondo dove l’amore viene affidato a dei dispositivi, solo loro in grado di fornirlo."

​"Fuoco al cielo", ispirato ad un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, esce il 21 marzo 2019. "Serviva la penna di Viola Di Grado-commenta Fabrizio Ottaviani su Il Giornale- per raccontare una delle vicende più atroci del Novecento, quella delle ventotto «città segrete» sovietiche contaminate dalle radiazioni".

​Due dei temi principali trattati da Di Grado sono l'incomunicabilità e l'alienazione, esplorati attraverso una ricerca linguistica che si avvale di “sottili smottamenti anaforici” e il ricorso a una moltitudine di linguaggi simbolici, tra cui quello delle scritture ideografiche. Nel corso di un'intervista su Fahrenheit su Radio Tre, Di Grado afferma di voler “dimenticare il linguaggio” e cita il filosofo cinese taoista Zhuangzi: “Il linguaggio è una trappola per pesci: quando hai preso i pesci devi dimenticare la trappola”. Cuore cavo racconta la vita di una venticinquenne dopo il proprio suicidio: Di Grado riferisce di aver voluto esplorare la perdita dei confini dell'io e di aver voluto abbattere la barriera che separa vita e morte nelle culture occidentali, presentando la morte “non come evento, ma come quello che in realtà è: un processo.” La “chirurgia antiestetica” (l'atto della protagonista di Settanta acriilico trenta lana di tagliare vestiti e ricomporli con l'intento di deturparli) è invece uno dei filoni simbolici del primo romanzo: in un'intervista rilasciata a El País, Di Grado spiega che l'atto rappresenta “una ribellione non solo contro il concetto di moda ma in genere contro la possibilità di condividere qualsiasi tipo di identità”.

​Altri scritti :

​Quell'ideogramma nasconde un oracolo, in Origami- Settimanale La Stampa, 18-05-2016

​Settanta acrilico trenta Lacan, in La Psicoanalisi- rivista italiana della scuola europea di psicoanalisi, n. 52, luglio-dicembre 2012

​La casa inclinata sull'orlo del burrone, Nuovi Argomenti, n. 61, gennaio-marzo 2013

La Rosa per il Goethe-Institut, Progetto Grimmland, 2012

​Parole elettriche, in Non è un paese per donne, Mondadori, 2011

La fine delle frasi fatte (e della vita di Sally Moore), Velvet- Repubblica 2011

​Omicidio a luci rosa, AD - Architectural Digest, 2011