Libro
Mer, 18 Dicembre Dic 2019 1000

Giuseppe Leo Leonelli incontra i lettori e firma le copie del libro "Santiago"

Santiago

«Da quando sono partito, forse per la prima volta, sto vivendo sapendo di vivere».

Ottocentocinquanta chilometri.
E’ la distanza che separa Irun, paese di confine tra Francia e Spagna, da Santiago de Compostela. Lo chiamano Il Cammino del Nord.
Ottocentocinquanta chilometri disseminati di albergue, frecce gialle, chonchas e mojon, rifugi per pellegrini e segnali che da secoli guidano milioni di persone da tutto il mondo, tappa dopo tappa, ai piedi della Cattedrale di Praza de Obradoiro. Ottocentocinquanta chilometri percorsi dai più, interamente a piedi, zaino in spalla.
E’ per una catena di eventi ed enigmatiche coincidenze che il quarantenne Antonio Baldini parte. Artista in declino, abbandonato dalla compagna Marina a causa della sua immaturità, afflitto dalla morte di Tiago, più che un cane “un fratello e un compagno di vita”. Antonio Baldini intraprende un viaggio sul Cammino di Santiago, spinto da un’inattesa volontà di rimettersi in gioco.
Le pagine del libro narrano, giorno per giorno, il suo avvincente viaggio.
Tra paesaggi suggestivi musicati dallo sciabordio dell’oceano, sotto le esplosioni di colore di un cielo mutevole, sono tanti gli incontri significativi: Magda, Padre Ernesto, Jesus, Joanna, Belem, Luis, Allen, Frate Renato. Ma sono soprattutto la straordinaria amicizia con Carlos e il sentimento indecifrabile per Elena a condurre Antonio lungo un percorso di rilettura del proprio passato e delle proprie rigidità, nell’approdo alla conoscenza di un nuovo possibile modo di pensarsi e di pensare alla vita. Fino all’esaltante sorpresa finale che sbalordirà il lettore.

Una riflessione sulla solitudine, sulle relazioni umane, sul senso della famiglia esplorata nei dettagli più profondi e talvolta più dolorosi. La scoperta del significato di essere un pellegrino. Con o senza fede. Un viaggio a passo d’uomo attraverso i grandi temi umani dell’amore, della tolleranza, del rapporto con la natura e della comprensione del diverso, che, necessariamente, richiede il superamento dello scoglio delle abitudini e dei pregiudizi più radicati.