Arte
Mer, 20 Novembre Nov 2019 1830

"Hurriyyah/arte - rivoluzione - libertà” incontro di presentazione della mostra Crossover di Ali Hassoun

con Ali Hassoun e Alessandro Riva

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Per tutti – ragazze, ragazzi, uomini adulti, padri, madri, famiglie con bambini al seguito, uomini e donne di ogni età – ciò che sta succedendo in Libano in queste settimane ha un solo nome: #Thawra – Rivoluzione. Ma è una rivoluzione pacifica, una marea umana che ogni giorno, e con particolare intensità ogni week end, si riversa nelle strade della Capitale, Beirut, ma anche in centri minori, villaggi e piccole città del Libano, per manifestare e chiedere l’abbattimento di un governo corrotto, familistico, antiquato, reazionario, legato a logiche tradizionalistiche e confessionali nelle quali i giovani e i cittadini del “nuovo Libano” non si riconoscono più. Ma soprattutto per dare il segno di un forte cambiamento culturale. E non è un caso che in piazza, oggi, si contino tante, tantissime donne: giovani, giovanissime, meno giovani, di tutte le classi e di tutte le religioni. Tutte insieme, per far sentire la propria voce, per cambiare passo nella politica e nella società.

Così è nata la “rivoluzione” libanese di queste settimane: in maniera spontanea, senza leader di partito che se ne potessero appropriare (chi ha cercato di farlo, è stato espulso dalle piazze), senza organizzazioni alle spalle, senza timori e senza compromessi con la “vecchia politica” e le rigide regole che regolano i rapporti tra le confessioni religiose. Ma quella che sta vivendo il Libano oggi è davvero una rivoluzione, anche dal punto di vista culturale: dappertutto si respira infatti un clima di libertà, di apertura, di gioia, di festa, con tanti giovani e giovanissimi, di tutte le religioni e di tutte le estrazioni sociali, che si riversano in piazza tra festa, canti, musica, allegria, voglia di cambiare e di decidere.

In mezzo a questa grande festa, questa rivioluzione che ha coinvolto e coinvolge gran parte della popolazione libanese, è capitato che vi si trovasse anche un artista: Ali Hassoun, artista libanese trapiantato ormai da moltissimi anni in Italia, con ormai un’ottima carriera artistica alle spalle e molti riconoscimenti in tutto il mondo. Partito per un viaggio di lavoro (il progetto di una mostra a Beirut), Alì si è trovato, quasi per caso, nella sua terra natale proprio nel bel mezzo della rivoluzione. E ha deciso, immediatamente, che non si sarebbe sottratto: è così che giorno dopo giorno è sceso anche lui in piazza, a manifestare, a parlare e discutere con la gente, a respirare quel clima di festa e di rivoluzione che sta cambiando il volto del Libano. Poi ha deciso di immortalare questo momento storico in un’opera dipinta di getto, proprio nel bel mezzo degli avvenimenti, coi suoni, i canti, le voci, le risate dei manifestanti ancora nelle orecchie. Protagonista del quadro, una giovane eroina libanese, Pascal, che nell’immaginario di Ali è diventata il simbolo di quelle formidabili giornate.