Libro
Ven, 15 Novembre Nov 2019 1730 - 1900

Adelfo Forni presenta il libro "La taverna di Yannis" Genesi Editrice

Accompagnamento musicale a cura di Umberto Longoni

La Taverna Di Yannis

L’amicizia. Il motore primo, il faro che illumina il sentire di Adelfo Maurizio, che seduto al tavolo della taverna di Yannis è più felice del Re Sole, e conversa davanti a un piatto di mezedes e un bicchiere di vino bianco, mentre occhi e mente portano segnali preziosi, da conservare e analizzare, prima di trasformarli in racconto.
Basta poco perché una terrazza a mare diventi un palcoscenico sul quale mettere in scena l’eterna tragicommedia della vita, e il nostro autore ha il dono di plasmare personaggi e far compiere alle persone una completa metamorfosi, inserendole a buon diritto nella storia, anzi entrandoci lui stesso, con grande divertimento.
Così il piccolo ristorante, dove tornare quando la morsa della modernità cerchia la testa, si trasforma nel tempio dell’oracolo, la Taverna di Yannis (titolo in copertina). Da lì ha inizio il racconto che unirà tre generazioni di mare e di pianura: Forni lo sapeva ancor prima di assaggiare di nuovo il pagello, gli bastava chiudere gli occhi e la pellicola partiva, con tanto di sonoro, dall’inizio alla fine.
Si trattava di “metterla in pulito”, come si diceva un tempo, di dare una forma scritta alle immagini che si affollavano man mano Eleni raccontava e la mente elaborava, immaginan­do montagne e fame, soldati e uccisioni, il san­gue che scorre nell’assurdità della guerra e una bambina con le sue capre, capace di un gesto straordinario verso una persona sconosciuta, vista in pericolo e quindi da aiutare. A ogni costo.
Giorgio, Jorgo. Non un eroe, anzi un contabile finito nell’esercito, ma la battaglia per la vita accende capacità sconosciute, si cambia pelle e testa e un altro te stesso emerge dall’ombra, ed è forse quello più vero, che conosce a fondo la forza dell’odio e dell’amore. Adelfo diventa egli stesso Jorgo, Eleni, Lazaros, il capitano Colombo o il priore Christoforos, li “vede” ancor prima che si trasformino in personaggi di carta e racconta una storia circolare, perché il destino non devia mai dal proprio cammino e ciò che inizia deve finire, anche lontano chilometri, anche in una terra diversa.
Jorgo, Eleni e la piccola comunità greca rappresentano tempi in cui era il cuore a dettare il ritmo, la forza dei sentimenti vinceva la disperazione, le ferite, l’ansia per il domani, per­ché in guerra non hai tempo di pensare, devi agire, e subito. Giorgio, Pierina, Francesco, GG e Elefteria hanno una temporalità diversa, dominata dal ragionamento, perché c’è ancora la possibilità di progettare il futuro, una vita in due, un lavoro appagante o lo studio della musica, un amore per sempre.
Forni dimostra che ognuno di noi ha dentro di sé una storia da raccontare, passata o presente, le nostre anime sono comunque consonanti, indipendentemente da latitudini e tradizioni, e i sentimenti non hanno data di scadenza. Per questo La taverna di Yannis somiglia alle novelle che i vecchi raccontavano davanti al camino nelle case di campagna, in cui non sai bene dove sia il confine tra realtà e fantasia, ma vorresti che non finissero mai perché in fondo anche tu, come Adelfo Maurizio, avresti voluto viverle sul campo, attimo do­po attimo. Ma forse lui, in un’altra esistenza, questa vicenda l’ha vissuta davvero.

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