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Gio, 26 Settembre Set 2019 1830

Ciclo Teatrosophia: Le interviste impossibili

Anassimandro C Blue Copia

Il Gruppo di TEATROSOPHIA di Nuova Acropoli presenta:

“Intervista impossibile” ai filosofi di Mileto

Talete, Anassimandro e Anassimene.

Una speciale intervista ai maestri della scuola di Mileto inaugura il ciclo di incontri autunnali dedicati alla filosofia attiva a cura del Gruppo di Teatrosophia, nato all’interno dell’Associazione Nuova Acropoli.

Le interviste impossibili nascono dall’unione della ricerca con l’interpretazione e la trasmissione, dando vita ad un’iniziativa unica nel suo genere, pensata per coinvolgere il pubblico e guidarlo alla scoperta degli insegnamenti dei grandi maestri del pensiero occidentale ed orientale.

Un’intervistatrice ci guida tra aneddoti e provocazioni per conoscere più da vicino i primi filosofi della storia occidentale, Talete, Anassimandro e Anassimene. Il loro ruolo è stato spesso limitato a quello di primi ricercatori e primi scienziati, ma dietro le grandi domande e le loro visioni c’è qualcosa di più: il desiderio di educare alla consapevolezza e alla ricerca. Decisi ad affermare la loro natura di educatori, si raccontano in questa intervista impossibile partendo dalla spiegazione della propria autenticità.

Il primo filosofo ad essere intervistato è Talete, uno dei sette saggi dell’antichità, che attraverso gli episodi della propria vita rivela l’infondatezza dello stereotipo dei filosofi che camminano con la testa tra le nuvole. Grazie ad Anassimene si entra nel merito della questione interrogandosi sul ruolo della scienza e sulla capacità dell’essere umano di comprendere il mondo in cui vive. Anassimandro tratta invece il tema dell’importanza di avere una visione globale della conoscenza e del mondo, concetto fondamentale sul quale interviene anche Hegel che, grazie alla sua dialettica, ha creato un sistema in cui è possibile tornare a considerare il valore della totalità.

Arriva poi il momento per i tre “filosofi della Natura” di spiegare le proprie teorie sull’origine della materia, parlando dell’acqua, dell’aria e dell’astratto Apeiron, senza tralasciare l’importanza di considerare correttamente il valore dei simboli e degli archetipi. Sarà Hegel a portare nella filosofia moderna il concetto di dialettica e di evoluzione del mondo, mentre i filosofi antichi concepivano la Vita come il contenitore di un eterno divenire.

L’intervista quindi si conclude ricordando le grandi scoperte scientifiche di questi tre personaggi che, benché non amino essere ricordati solo per questo, hanno dimostrato di aver innovato la comprensione sul mondo che li circondava. Di fondamentale importanza, tuttavia, non è la scoperta in se stessa, ma la capacità di apprendere e di trasmettere. Non è un caso, infatti, che a parlare in questo primo appuntamento di Teatrosophia non sia un singolo personaggio, ma tre maestri che sono stati a loro volta discepoli: “non vogliamo essere ricordati per qualche piccolo studio su eclissi, triangoli, fenomeni atmosferici ed altro. Noi siamo stati soprattutto educatori. Abbiamo capito quanto sia importante conoscere sé stessi, governare sé stessi prima di pretendere di governare altri, di venerare la grandezza divina che, con immenso amore, ogni istante, ci dona l’opportunità di vivere.”.

Il gruppo di Teatrosophia è formato da volontari di Nuova Acropoli, che seguono i laboratori di filosofia attiva organizzati dall’associazione ogni anno, a partire da settembre, per avvicinare il pubblico alla filosofia attiva, una filosofia utile per migliorare se stessi ed il mondo intorno a noi.