Libro
Mer, 18 Settembre Set 2019 1800

MariaGiovanna Luini presenta il libro "I tarocchi ti raccontano. Uno strumento sorprendente per illuminare la propria interiorità e imboccare la via della cura"

Dialoga con l'autrice: Roberta Lepri, scrittrice

Pro Loco di Grosseto - Piazza del Popolo 3

Luini Tarocchi

La Pro loco di Grosseto e la libreria Mondadori presentano "I tarocchi ti raccontano. Uno strumento sorprendente per illuminare la propria interiorità e imboccare la via della cura"
di Maria Giovanna Luini
Edizioni Tre60
Dialoga con l'autrice, Roberta Lepri scrittrice

L'AUTORE
E’ scrittore (narrativa e saggistica), divulgatore scientifico, consulente di sceneggiatura.
Ha scritto romanzi, saggi, molti articoli giornalistici divulgativi e qualche fiaba. Nella saggistica ha pubblicato anche (ma non solo) a quattro mani con Umberto Veronesi, di cui è stata assistente medico personale nella Direzione Scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO), Alberto Luini, Nicoletta Carbone e Marco Bianchi.

IL LIBRO
I Tarocchi sono figure colorate, giochi leggeri, e scavano nell’inconscio. Che un medico si occupi di inconscio non dovrebbe stupire: non siamo meccanici che riparano (quando possibile) il corpo fisico, siamo o dovremmo essere co-guaritori del meraviglioso insieme “mente-corpo-spirito”. Co-guaritori perché il principale guaritore di se stesso è il paziente, e il medico un compagno attento e amorevole sulla via della Cura. I Tarocchi non sono medicine per il corpo fisico, non hanno finalità terapeutica e non è questo il senso del libro: ci trasportano nell’illusione creativa del gioco, spingono a proiettarci su una sequenza visiva senza il filtro delle parole e della razionalità. All’inconscio non servono ragionamenti e grandi discorsi: è una porta chiusa che si spalanca grazie a stimoli speciali. Ognuno potrà giudicare se e quanto una mano di carte possa smuovere energie che, alla fine, si riveleranno salutari. Nel mio studio medico non uso i Tarocchi, ma negli spazi e tempi senza il camice non considero scorretto giocare con chiunque abbia voglia di indagare l’indicibile. Osservando da spettatrice le meraviglie del risveglio dell’inconscio.