Libro
Dom, 9 Giugno Giu 2019 1130

Stefania Auci presenta il libro "I leoni di Sicilia "

I Leoni Di Sicilia PIATTO

IL ROMANZO
Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, Paolo e Ignazio Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione...
E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri – il marsala – viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno – sott’olio e in lattina – ne rilancia il consumo... In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l’espansione dei Florio, ma l’orgoglio si stempera nell’invidia e nel disprezzo: quegli
uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell’ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e – sebbene non lo possano ammettere – hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie
di Paolo, che sacrifica tutto – compreso l’amore – per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.
Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana – dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia –, Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

L’AUTRICE
Trapanese di nascita e palermitana d’adozione, Stefania Auci ha con Palermo un rapporto d’amore intenso e possessivo, che si rispecchia nelle appassionate ricerche da lei condotte per scrivere la storia dei Florio. Con determinazione e slancio, ha setacciato le biblioteche, ma anche le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato tutti i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue... Il risultato è un racconto che disperde la nebbia del tempo e ridà – finalmente – ai Florio tutta la loro straordinaria, contraddittoria, trascinante vitalità.

Come una corrente elettrica, la grandezza dei Florio attraversa ancora oggi la città di Palermo, rivelandosi in scintille tanto luminose quanto sfuggenti: le finestre di uno splendido palazzo
abbandonato, un portone in un vicolo oscuro, le torrette della palazzina dei Quattro Pizzi... E, siccome la mia relazione con Palermo è quella di un’innamorata gelosa e possessiva, non posso nascondervi che quelle scintille mi hanno da sempre affascinato e incuriosito. Poi, un giorno, mi sono resa conto che, mentre le iniziative imprenditoriali dei Florio erano relativamente note – dalle spezie allo zolfo, dalle navi al tonno, dal ferro al Marsala –, la loro vicenda umana rimaneva avvolta nel mistero.
Così, sotto l’occhio vigile di Palermo e con il suo aiuto, ho letto tutto ciò che è stato pubblicato sui Florio, dai saggi alle cronache giornalistiche dell’epoca; ho setacciato negozi di antiquariato e
mercatini delle pulci per trovare i fili della Storia che si dipanano tra vestiti, canzoni, lettere, scatole, bottiglie di profumo e Marsala; ho visitato tutte le proprietà dei Florio per vedere con i miei occhi lo
splendore del loro trionfo e il dramma del loro declino. Tutto ciò mi ha permesso di raccontare la storia della famiglia Florio in tutta la sua singolare, travolgente e appassionante unicità: una famiglia di uomini orgogliosi, forti e senza scrupoli, ma anche testardi, arroganti e schiavi delle passioni. E di donne silenziose o apertamente ribelli, però mai convenzionali, sia che lottino contro la disperazione della povertà sia che difendano con determinazione il loro diritto a sopravvivere, ad affermarsi, a capire o a essere amate.
«Il passato batte dentro di me come un secondo cuore», ha detto John Banville. Mentre scrivevo, ho pensato spesso a questa frase, perché la saga della famiglia Florio, per me, è proprio questo: un
cuore che pulsa al ritmo di un passato straordinario,
imprevedibile, vitalissimo.
Stefania Auci