Libro
Mar, 26 Febbraio Feb 2019 1800

Gianluigi Schiavon e Paolo Miccoli presentano il libro "Bologna va in campagna" Giraldi Editore

Miccoli P Schiavon G Bologna Va In Campagna Copertina

“La campagna è l’anima della città. Non il suo opposto, ma la sua essenza. [...] Eppure senza l’una non esisterebbe l’altra. Almeno dalle nostre parti. E dunque per capire la città bisogna andare in campagna. Venite con noi.

Questo è un diario di viaggio, fatto di foto e parole. L’obiettivo di Paolo Miccoli scandaglia i luoghi, dà la caccia a paesaggi, dettagli e gesti, cerca l’inedito a Massumatico, Muffa, Selva Malvezzi, ma anche a Casalecchio e a San Lazzaro e in altre conosciute località: nulla è meno noto di ciò che è sempre sotto i nostri occhi. Le mie parole accompagnano le immagini e prendono via via la forma di poesie, brevi racconti e, in un paio di casi, favole in miniatura: così il giocatore di biliardo, il ribelle, la diva e l’innamorato, il re e il vecchio ostinato, l’eroe e il suo doppio, personaggi inventati o forse no, mettono in scena lo spettacolo della campagna bolognese, sullo sfondo di paesaggi che ricordano quadri o cartoline d’altri tempi. Questo libro è il seguito ideale di A Bologna c’era il mare, stessi autori, stessa formula, cento foto più una. Ma lì erano tutti scatti in bianco e nero, tranne l’ultimo a colori. Qui si parte dal colore e il traguardo è in bianco e nero, l’esatto contrario. Stavolta i vocabolari non c’entrano, gli opposti si toccano: semplicemente, i due libri sono uguali e speculari. In queste pagine Bologna va in campagna a cercare la propria anima. È un viaggio che talvolta tocca le colline più alte e al termine si spinge dove la campagna finisce. Lì dove, non sarà un caso, inizia il mare” (dall'introduzione di Gianluigi Schiavon).