Libro
Sab, 2 Febbraio Feb 2019 1800 - 1900

Cristina Zavloschi presenta il libro "La bambina appesa al cuore" Centroluna

Dialogano con l'autrice: Umberto Curi, professore emerito di filosofia, Saveria Chemotti, professoressa di letteratura di genere e delle donne e Giulia Ambrosi, traduttrice.

La Bambina Appesa Al Cuore

Il Caffè letterario multiculturale ha il piacere di presentare il libro di poesie "La bambina appesa al cuore" di Cristina Zavloschi.

"Già nota al pubblico italiano grazie al romanzo autobiografico Duemila chilometri dalla libertà (Padova, 2013), Cristina Zavloschi ci affida qui, con La bambina appesa al cuore sua prima opera poetica, parole che vengono a parlarci in punta di cuore.
Le poesie dell’Autrice di origine rumena, che qui scrive in italiano sua lingua d’adozione (e che viene tradotta in rumeno da Giulia Ambrosi, studentessa dell’Università di Padova), sanno offrire certezze lievi e mai fragili, certezze caparbie capaci di sciogliere terre raggrumate, stretti passaggi, silenzi dolorosi: "so che al cielo ci arriverò con il mio mantello fatto di cicatrici/ e che il vento soffierà/ per portarmi fin lassù/... "
Nella scrittura di Cristina Zavloschi respiri tutta e per intero l’esperienza del sacro dell’esistenza: "del mondo sottile la mia anima porta le tracce" ... oppure "il mondo continua a partorire/ donne e uomini di luce/ invisibili agli occhi dei più..."
Ma per trovare le" radici del cielo ..., per respirare sensibile verso", per scoprire" i gradini che salgono verso il cielo", per ritrovare" la luna che canta nel grembo del sole", "per dormire nel cuore della luna"... devi essere discesa laggiù, dove la terra si fa difficile, scura e insidiosa, da sempre ignota. Per giungere a incontrare la vita quale incessante mistero devi farti viandante, non un(a) viandante qualsiasi, bensì una "viandante protetta". Perché l’amore per la vita è quel magico manto di protezione che la vita stessa consegna a ciascuno/a di noi per camminare sulla Terra (e forse oltre ancora)".

Dalla prefazione di Carla Gianotti (poetessa, tibetologa e saggista)

Sei orchidea bianca all'arrivo del sole,

carne profumata di zenzero e castagne,

alito di vino piemontese o friulano,

seme caldo nel corpo accogliente.

Non ti stavo aspettando,

ma tu come una ciliegia di giugno

sei voluto giungere,

quasi con prepotenza ti sei preso posto

in questa mia vita,

avventurosa e quieta

mistica e immaginifica,

benvenuto tra le palpebre mie

sognanti di bene e di amore.