Arte
Dom, 27 Gennaio Gen 2019 1200 Dom, 3 Febbraio Feb 2019 2000

Principle of Hope

Inaugurazione domenica 27 gennaio ore 12.00
Opere di: Paolo Colombini, Ilana Teman, Nili Kashani, Yoel Harel, Nirit Gilad Ovadia, Zohar Bahari, Serafino Rudari, Mario Golizia, Niron Bosmat, Ezra Hadar, Alessandro Arnaboldi, Shabtai Amedi, Katiuscia Rovaris
Opere esposte dal 27 gennaio al 3 febbraio presso lo Spazio eventi, piano 3

Immagine Mostra

PRINCIPLE OF HOPE

A cura di Niron Bosmat Project manager Orit Yaghoubzadeh

Domenica 27 gennaio alle ore 12.00, in occasione della Giornata della Memoria, nello spazio eventi al 3° piano del Mondadori Store di piazza Duomo, si inaugura del la mostra “Principle of Hope”, curata da Bosmat Niron – project manager Orit Yaghoubzadeh, con il Patrocinio della Comunità Ebraica di Milano. La mostra fa parte del progetto “St art. L’arte per tutti” di Mondadori Store curato da Angelo Crespi e dedicato all’arte contemporanea.

L’idea della mostra è quella di gettare “semi per il futuro”, rendendo la memoria di un evento tragico come l’Olocausto il terreno fecondo nel quale far crescere un nuovo modo di concepire il rapporto con il prossimo e la responsabilità che l’uomo ha nei confronti dell’umanità, del mondo, della natura.

Questo è stato il tentativo, riuscito, della curatrice Bosmat Niron, una delle più riconosciute artiste israeliane a livello internazionale: collezionare una serie di artisti israeliani e italiani i cui lavori potessero comunicare in che modo l’arte e la bellezza contribuiscono ad ampliare i confini della tradizione culturale e iconografica legata all’Olocausto, trasformando il male in bene, l’orrendo in bello, lo sconforto in speranza.

L'obiettivo di questa antologia di artisti è quindi inserire la memoria della Shoah in una dimensione sempre più culturale, accompagnando lo spettatore in un percorso finalizzato alla conoscenza reciproca delle differenze tra i popoli e le religioni che però, alla base, condividono il medesimo principio "Ama il prossimo tuo come te stesso" (Giudaismo, Cristianesimo, Islam).

Straordinario poi il contributo di Yoel Harel che arriverà direttamente da Israele, internato da bambino insieme alla sua famiglia e sopravvissuto alla deportazione, che sarà presente all’apertura della mostra e la cui testimonianza diretta potrà dare un ulteriore contributo a questa nuova visione.