Libro
Gio, 17 Gennaio Gen 2019 1830

Simone Filippetti presenta il libro "I signori del lusso" Sperling & Kupfer

Intervengono Oscar Farinetti e Giovanni Tamburi

Filippetti I Signori Del Lusso

A Porto Santo Stefano, sull’Argentario, in una giornata d’estate di fine anni Settanta inizia la cavalcata di un giovane romano: Giovanni Tamburi. Oggi Tamburi è un guru di Piazza Affari: investitore, merchant banker, consulente. Personaggio sconosciuto al largo pubblico, è uno dei registi dietro al successo di Moncler, il caso mondiale del lusso, e dell’atteso sbarco in Borsa del fenomeno Eataly di Oscar Farinetti. Dalla Ferrari ai cacciaviti preferiti da Valentino Rossi, da Alpitour a iGuzzini, passando per gli abiti di Hugo Boss e gli yacht della Azimut- Benetti, TIP, Tamburi Investment Partners, un po’ investment bank, un po’ merchant bank, un po’ fondo di investimento, ha messo in piedi un polo del Made in Italy. Ricco di inediti retroscena, I signori
del lusso ripercorre quarant’anni anni di Piazza Affari, dalla Bastogi alla Pirelli Cavi di Marco Tronchetti Provera fino alle alleanze e alle battaglie con Carlo De Benedetti. Questa non è solo la storia di Giovanni Tamburi & Alessandra Gritti, la donna più importante della finanza italiana, ma anche uno spaccato della politica economica, dei mali (tanti) e dei pregi (pochi ma ammirati) di un Paese che ogni giorno affonda nel declino, ma che svetta anche con i suoi marchi osannati in tutto il mondo. Tamburi ha escogitato un modo originale per finanziare le aziende, senza chiedere un euro al già tartassato contribuente: ha coagulato oltre cento famiglie ricche (non ricchissime) e le ha convinte a investire, invece di portare i loro soldi in Svizzera,
come hanno fatto per decenni. L’Italia produce gioielli di imprese a cui però una pericolosa ritrosia ad aprirsi e una perenne mancanza di
capitali impediscono di fare quel salto a industria globale in grado di sorreggere l’intero Paese. Tamburi e la sua TIP stanno in piccolo cercando di «fare sistema» in un Paese dove è facilissimo litigare e difficilissimo allearsi per contare di più.


Simone Filippetti è nato a Gubbio nel 1973 e vive a Milano. Archeologo mancato, ha iniziato a fare il cronista a Roma a il Giornale. Da diciassette anni scrive di finanza per Il Sole 24 Ore. Ha lavorato come corrispondente da New York, dove torna ogni volta che può. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro Serenissimi affari (Marsilio), un impietoso ritratto degli imprenditori veneti. Nel 2016 ha vinto il premio «Giornalista dell’Anno» State Street per la migliore inchiesta. Ha curato l’edizione di Le Obbligazioni. Aspetti storici e teorici (Il Sole 24 Ore, 2018). Nel (poco) tempo libero che gli rimane ama coltivare bonsai.