Libro
Mar, 6 Novembre Nov 2018 1815

Isa Grassano presenta il libro "Lettere alla madre" Morellini Editore

Mondadori Bookstore - Bologna D'Azeglio
VIA MASSIMO D'AZEGLIO, 34 BOLOGNA EMILIA ROMAGNA 40123 IT
  • ...Share
Def Lettere Alla Madre Cover Ok

“Fa niente se rivediamo in noi la parte peggiore di lei.

La scoperta ci accarezza il cuore, è il filo che attraversa lo spazio e il tempo,

le radici che ci tengono ben saldi alla terra.

Quella che scopriamo in noi non è la madre che abbiamo avuto, ma la donna che è stata.

Con la sua bellezza e complessità che da figli ci ostinavamo a negarle in virtù del ruolo

che doveva avere nella nostra crescita, nella nostra capacità di evoluzione.

Scrivere una lettera è quello di cui tutti abbiamo bisogno, a un certo punto.

Per fare pace con la madre. Per riconoscerle il diritto di essere stata donna.”

(prefazione di Annalisa Monfreda)

Sulla scia di “Lettera a mia madre” di Georges Simenon, nell’antologia a cura della giornalista e scrittrice Anna di Cagno “Lettere alla madre” (in libreria dal 27 settembre per la collana di narrativa ‘Varianti’), venti autori contemporanei si confrontano con l'ardua prova di scrivere alla propria madre.

La prefazione è a firma di Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna e Starbene nonché autrice di “Come se tu non fossi femmina” (Mondadori 2018), mentre le firme dei racconti sono di: Silvia Andreoli, Erica Arosio, Michaela K. Bellisario, Fioly Bocca, Annarita Briganti, Fernando Coratelli, Stefano Corbetta, Anna di Cagno, Andrea Di Fabio, Isa Grassano, Gabriella Kuruvilla, Massimo Laganà, Giorgio Maimone, Paolo Mancini, Elena Mearini, Marco Montemarano, Gianluca Morozzi, Andrea G. Pinketts, Daniela Rossi, Pino Roveredo.

Scrivere una lettera alla propria madre è un atto che in sé costringe a guardarsi dentro e a elaborare il delicato rapporto con lei, a ricordarla, evocarla, a capire le sue scelte e i suoi comportamenti che hanno portato ognuno di noi a diventare quello che siamo, nel bene e nel male, spingendoci a volte anche a condannare come causa della nostra infelicità chi ci ha messo al mondo.

Attraverso questi racconti, venti brani di ricordi, aneddoti, rimpianti, odori, sapori e rimorsi, si entra in punta di piedi nell'intimità di famiglie sparse in ogni parte dell'Italia, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, o anche più indietro, nel primo dopoguerra. Nelle parole dei figli, a tratti gustosamente ironiche o frizzanti, a tratti nostalgiche e tremanti, le madri si muovono con delicatezza o arroganza, con garbo o con una battagliera voglia di andare avanti nonostante tutte le difficoltà. Ne viene fuori un caleidoscopio di donne diverse tra loro, sole per scelta o rimaste sole, a volte spaventate, a volte invece irriducibili e tremendamente affascinanti: tutte rappresentano la loro generazione, dipinte a tinte fosche o con colori vividi, che restano impresse nella memoria del lettore per la loro unicità. La raccolta indaga anche il senso stesso della maternità, includendo racconti che riguardano il duro tema dell'aborto o la possibilità mancata di diventare madre, il sopravvivere alla morte di un figlio, l'accettare di non averne mai avuto uno con la consapevolezza che l’essere madre può racchiudere anche le sfaccettature più dolorose e indimenticabili.