Libro
Mar, 30 Ottobre Ott 2018 2000

A cena con Luca Pisapia che presenta il libro "Uccidi Paul Breitner" Alegre Edizioni

L'evento si terrà presso l' Associazione Don Nesi / Corea, Via La Pira, 11 - Livorno.

Interviene Stefano Romboli, Operatore sociale

Mondadori Bookstore - Livorno Magenta
VIA MAGENTA, 23 LIVORNO TOSCANA 57125 IT
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Uccidi Paul Breitner

Ore 20,00 Cena a offerta libera presso l'associazione Don Nesi insieme all'autore Luca Pisapia.

Ore 21,15 Presentazione del libro Uccidi Paul Breitner - Frammenti di un discorso sul pallone.

LUCA PISAPIA è giornalista e scrittore; scrive di calcio e politica su diversi blog (Il Fatto quotidiano, Lacrime di Borghetti e altri) e collabora con La Gazzetta dello Sport e Il Manifesto. Dopo "Gigi Riva, ultimo hombre verticale" (Lìmina edizioni, 2012), questo è il suo secondo libro. Uccidi Paul Breitner, uscito nella collanda Quinto tipo (diretta da Wu Ming 1) delle edizioni Alegre nel giugno 2018, è un libro a metà tra il saggio storico e politico e la nuova narrativa, che decostruisce il mito della fantomatica età dell'oro del calcio.

Riorganizzazione nazionale, così viene definita l'operazione perpetrata dai generali argentini negli anni Settanta, attraverso sequestri e desapariciòn. Mentre la repressione nel 1978 giunge al culmine dell'abominio, all'Estadio Monumental di Buenos Aires Olanda e Argentina giocano la finale dei mondiali di calcio. L'obiettivo del regime è che il grande evento distolga l'attenzione dal bagno di sangue in cui è immerso il Paese. Invano cerca di scomparire anche Arcadio Lopez, misteriosa figura costretta in un bunker che guarda la finale da un piccolo televisore, tormentato da urla strazianti e voci interiori. Quasi quarant'anni dopo, e ancora nel sud del mondo, i mass media puntano i riflettori sui campi di calcio del Brasile, lasciando nell'ombra le proteste contro gli sperperi e le brutali operazioni di "decoro" del governo. Intanto tra i palazzi più alti di Rio de Janeiro si aggira Mr. M., un lurido super poliziotto intento a coprire gli intrallazzi della Fifa. Quindi il nastro si riavvolge a Usa '94, quando il calcio subisce la definitiva trasformazione in prodotto televisivo, a cui assistiamo attraverso gli occhi di un bambino che fissa uno schermo all'interno di un enorme centro commerciale dall'atmosfera distopica e ballardiana. Nel limbo sottilissimo tra realtà e finzione in cui si muovono questi personaggi, si apre il ventaglio delle riflessioni politiche sulla storia del calcio: dal totaalvoetbal olandese al catenaccio italiano; da Giuseppe Meazza che incarna la funzione ideologica del fascismo a Rachid Mekhloufi che gioca per il Fronte di liberazione nazionale algerino; dalla disciplina dei reds di Bill Shankly all'anarchismo pirata del Sankt Pauli; dal sedicente comunista Paul Breitner al re ribelle Eric Cantona. Quale scuola di gioco, bandiera o concezione del pallone è riuscita a sfuggire alle logiche del capitale? Tutte, nessuna. Perché il gioco del pallone nasce già moderno. È una merce, un dispositivo dello spettacolo e un apparato del potere. Ecco la relazione indissolubile da cui è impossibile sottrarsi. Per dimostrarlo Luca Pisapia usa la finzione quanto l'archivio, l'inchiesta quanto la saggistica pop, offrendo una narrazione non pacificata che porta a galla le molteplici contraddizioni del pallone. Per farle detonare.