Arte
Mer, 14 Marzo Mar 2018 1800 Dom, 8 Aprile Apr 2018 2000

Esposizione Mostra "Mash -Up" Giuseppe Veneziano

Introduce Mario Resca
Con l’artista interverranno Angelo Crespi, Valeri Lalov, Ivan Quaroni
Con la partecipazione straordinaria di Michele Foresta detto Mago Forest, e di Andrea G. Pinketts

Nell’occasione verrà presentata la monografia, dedicata all’artista, dal titolo “Mash-up” (Skira editore)

Mondadori Megastore - Milano Duomo
PIAZZA DUOMO 1 MILANO LOMBARDIA 20121 IT
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Ven

Salito alla ribalta per aver impiccato, in effige, Cattelan (2004), per aver sgozzato Oriana Fallaci (2006), Giuseppe Veneziano (classe 1971) è uno di quegli artisti che ha fatto della dissacrazione la sua cifra stilistica, andando a vellicare i tabù della nostra società, soprattutto quelli religiosi e quelli politici, spesso in contemporanea come quando destò scandalo (2009) con la “La madonna del Terzo Reich”, un quadro che rappresenta la rivisitazione di una madonna di Raffaello con un baby Hitler in braccio. Se di primo acchito, il détournement sembra semplice, in realtà ogni suo quadro è uno studio complesso tra un’iconografia della tradizione e lo slittamento postmoderno: per esempio il Cristo benedicente della Cena di Emmaus di Caravaggio in chiave McDonald’s, o la pietà di Michelangelo con la statua della libertà e Michael Jackson morto.

Inoltre la tecnica perfezionata e uno stile ultra riconoscibile vengono messi al servizio di una tensione narrativa che sottotraccia permea ogni tela e fa di Veneziano un pittore eminentemente classico, la cui sola eccentricità rispetto ai suoi veri maestri antichi è quella di aver schiacciato la prospettiva sotto il rullo compressore della postmodernità. Così anche la rappresentazione all’apparenza più truce viene ricompresa all’interno di un impianto così tradizionale da non suscitare orrore, bensì divertita comprensione. Il surplus non è dunque la dissacrazione fine a sé stessa, ogni tela infatti, anche il ritratto all’apparenza più facile, è l’algida glacificazione di un preciso istante di una storia più vasta, e il singolo fotogramma ci spinge ad immaginare prima il contesto, poi il metatesto, e infine un prima e un dopo temporale, quasi che Veneziano fosse riuscito a cogliere quell’ interstizio del tempo, l’esatto punctum pieno di senso – direbbe Roland Bartes – da cui si svolge il racconto: Biancaneve in piedi con il revolver in mano e i cadaveri dei sette nani in una pozza di sangue è il climax di un evento già avvenuto e i cui effetti sono visibili, ma di cui dobbiamo assolutamente scoprire lo svolgimento e indagarne le cause.

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