Libro
Lun, 4 Dicembre Dic 2017 1830

Angelo Crespi presenta il libro "Costruito da Dio" Johan & Levi

Interviene Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale. Modera Luigi Mascheroni de Il Giornale.

Mondadori Megastore - Milano Duomo
PIAZZA DUOMO 1 MILANO LOMBARDIA 20121 IT
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Costruito Da Dio Cover

Le chiese della contemporaneità assomigliano a scatoloni, spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, né il campanile. All’interno sono spaesanti, vuote, fredde come la sala d’attesa del medico della mutua. Non ci sono più le cupole, c’è il soffitto che fa pensare non a Dio, semmai all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono stati sostituiti dei lucernai; al posto delle immagini sacre, sono appese anodine opere d’arte astratta che rimandano a una vaga spiritualità senza trascendenza; in omaggio al minimal, gli altari sembrano usciti da un catalogo Ikea. L’orrore dei nuovi edifici di culto è il pegno che la Chiesa paga alla modernità: nel tentativo di essere contemporanea, dopo il Concilio Vaticano II, ha dismesso le forme della tradizione preferendo le più ardite stravaganze architettoniche o, ancora peggio, aderendo con giubilo alla burocrazia delle commissioni urbanistiche.
Eppure nuove, immense, magniloquenti cattedrali sorgono ovunque nel mondo: sono i musei, progettati da celebrate archistar, attrattori di turismo e di investimenti miliardari (non sempre remunerativi), le cui funzione non è più conservare memorie bensì essere il packaging lussuoso dell’arte contemporanea, essi stesse opere d’arte, icone, luoghi dove sperimentare la cultura che si fa religione. I fedeli a milioni partono in pellegrinaggio, come un tempo verso Chartres adesso si recano al Guggenheim di Bilbao o alla Tate Modern di Londra per adorare gli idoli e le reliquie, spesso orrende, della contemporaneità.
In modo divertente e divertito, Angelo Crespi da un lato passa in rassegna le brutte chiese e analizza la disciplina della Conferenza Episcopale Italiana che offre agli architetti un comico manualetto frutto non della fede, ma di una sorta di moralismo pauperistico post conciliare; dall’altro lato, critica i progetti dei musei decostruzionisti, enormi astronavi aliene di vetro, ferro, cemento, che determinano sempre più spesso il paesaggio delle città, super luoghi di intrattenimento, divertimentifici, fabbriche di senso e di consenso.

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