Arte
Lun, 20 Novembre Nov 2017 1830 Mer, 20 Dicembre Dic 2017 1830

Esposizione mostra "Animali incartati" di Alice Zanin

SALA ORIZZONTI DEL MEGASTORE

La mostra di Alice Zanin fa parte di “st art. L’arte per tutti”, il ciclo di mostre dedicate alla pop art ideato da Mondadori Store, a cura di Angelo Crespi, con l’obiettivo di rendere ancora più comprensibile e accessibile l’arte contemporanea e i suoi protagonisti a partire dalla dimensione più pop.

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Animali incartati. Le sculture fluttuanti in Papier Mâché di Alice Zanin.

Il risultato del lavoro di Alice Zanin è uno zoo surreale e surrealista, pieno di bestie e bestiole che sono aeree coma la carta di cui sono fatte e forti come l’armatura di ferro all’interno che le sostiene. Animali scavati, di una leggerezza assoluta, che fluttuano tra gioco e materia, come a ricordarci un’infanzia perduta.

Alice Zanin, giovane interprete di quella nouvelle vague che predilige come materiale elettivo la carta, e che ha in Sabrina Mezzaqui l’esponente più conosciuta a livello internazionale, da molti anni è impegnata nel perfezionamento di una tecnica antica alla luce dei nuovi panorami estetici della contemporaneità. Il suo è uno stile ormai riconoscibile, sia nelle sculture di grandi dimensioni sia in quelle di proporzioni minute, uno stile che le permette di mediare tra un desiderio di perfezione e proporzione ed una interpretazione personale del mondo animale come alterità quasi onirica al nostro: nello stesso tempo ornamento e suggestione, pungolo e rappresentazione.

Alice Zanin (Piacenza, 1987). Autodidatta di formazione, sperimenta diversi mezzi espressivi fra cui anche la pittura, fino a scegliere di concentrarsi sulla tecnica della cartapesta a partire dagli inizi del 2012. Nella prima parte della sua produzione (la serie dei “verba volant scripta…”) l’autrice costruisce attraverso animali di parole un ironico discorso sull’idea di effimero, transitorio e mutevole al quale la componente verbale nel suo valore umano è assolutamente riconducibile. Raggiunge nel tempo risultati più minuziosi e raffinati eliminando le parti testuali dei quotidiani dalle coperture dei pezzi, allo scopo di ottenere superfici più lievi, come epidermici giochi di colore per mezzo di accordi cromatici tra le carte. Attualmente il lavoro dell’artista, pur restando a tutti gli effetti scultoreo, tende all’installazione soprattutto in termini espositivi, costruendo un dialogo tra opere e oggetti sulla base del registro dell’incongruenza o dell’associazione di idee. Le scelte quasi “automatiche” degli oggetti infatti sovente conducono ad un travisamento della loro convenzionale destinazione d’uso, ottenendo tra questi e il soggetto animale una relazione oscillante tra il reciproco imbarazzo e una galante ironia.

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